Ciad: Gocce di solidarietà per aiutare il Ciad

Bastano pochi euro per garantire i libri scolastici ai bambini e per comprare le medicine per ospedali e dispensari. Un appello dei Comboniani alla generosità.

Missionario comboniano in Ciad
Padre Marco Vailati con alcuni bambini

Istruzione e salute sono tra gli investimenti più importanti per garantire il futuro di un popolo. Nei Paesi del sud del mondo, scuola e sanità sono anche i settori in cui si investe di meno.
Il Ciad, grande Stato nel cuore dell’Africa sub-sahariana, non fa eccezione. È un Paese molto povero, senza sbocchi sul mare. Nell'indice di sviluppo occupa il 185esimo posto su 188 in tutto il mondo (Banca mondiale, 2018), con problemi enormi di sottoccupazione e disoccupazione. E questo nonostante abbia un potenziale enorme che non riesce a sfruttare.


Cartina del Ciad
Il Ciad è la cerniera tra i Paesi più islamizzati del Nordafrica e l'Africa sub-sahariana. I suoi oltre 14milioni di abitanti sono costituiti da una moltitudine di popoli, etnie, forme di vita, culture e credenze diverse. Dopo l'indipendenza (1960), le istituzioni non si sono ancora consolidate e non sono state capaci di forgiare una coscienza comune e, neppure, di combattere le differenze socio-economiche nelle regioni. La corruzione è all'ordine del giorno, tuttavia stanno iniziando a vedersi segnali di cambiamento in una società sempre più articolata. La scoperta del petrolio ha relegato in secondo piano i due pilastri dell’economia del Paese: agricoltura e allevamento, e ha permesso lo sviluppo di strade, scuole, ospedali, università, telecomunicazioni e trasporti.
Ma il crollo del prezzo dell'oro nero ha creato una crisi economica senza precedenti. Un punto di riferimento del Ciad rimane la Chiesa cattolica, la più giovane del continente, che si fa presente soprattutto attraverso scuole, sanità, micro-credito.

«Il sistema educativo prepara i giovani a essere assunti dallo Stato e meno a intraprendere iniziative private» spiega padre Marco Vailati, economo della delegazione dei Comboniani.
«Sul fronte sanitario, il livello di mortalità infantile resta elevato, la mancanza di igiene e profilassi permette lo svilupparsi e il diffondersi di numerose malattie» aggiunge. «Scuola e salute restano per noi missionari due grandi priorità alle quali non vogliamo venir meno».

Istruzione
Si contano 162 scuole cattoliche in Ciad, dalle elementari alle professionali fino al liceo. «Ogni struttura ospita all’incirca 500 alunni. I genitori fanno fatica a pagare l’iscrizione per i loro figli e il funzionamento e l'acquisto di materiale didattico sono un problema serio». Soprattutto per chi vuole che le scuole funzionino bene e il tasso di alfabetizzazione possa aumentare. «Il costo dei libri per un bambino delle elementari è di 10 euro ogni anno» suggerisce il comboniano. Quasi a indicare che, con un piccolo aiuto, si può garantire un grande risultato educativo.


Il Ciad è parte del Sahel
Combattere la desertificazione del Ciad è una delle priorità dei missionari

Diritto alla salute
Grazie al grande lavoro dei missionari, sono attive otto strutture sanitarie della Chiesa Cattolica, ciascuna con un bacino di utenza di oltre cento posti letto, senza contare i vari dispensari gestiti dalle suore sparsi su un territorio grande quattro volte l'Italia.
Come far funzionare queste strutture? «Possiamo aiutare questi centri di salute a pagare le medicine?» chiede padre Vailati. «Una scatola di antimalarici costa 5 euro e possiamo salvare molte vite umane. Una scatola di paracetamolo costa 4 euro, e così via». Anche qui, non si tratta di somme enormi ma di piccoli aiuti per garantire la cura delle persone.



Padre Marco Vailati ci ha raccontato la sua missione.


Battesimo di carcerati
Padre Marco battezza i detenuti che incontra nella sua missione pastorale nelle carceri del Ciad

Pastorale nelle carceri
Un ultimo appello è per i carcerati della capitale N'Djamena: più di tremila detenuti reclusi in un luogo insalubre, con condizioni igieniche preoccupanti, che padre Marco visita regolarmente celebrando la messa, incontrando gli ammalati e preparando al Battesimo chi lo desidera.
«A parte le necessità di medicine, possiamo alleviare anche le loro sofferenze morali? » si interroga il comboniano. «Manca materiale didattico per il corso di alfabetizzazione. Dieci quaderni costano 5 euro, una scatola di gessi 7 euro». Possiamo pensare anche a loro?


Come sostenere questo progetto

I libri per un bambino (10 euro); Un mese di stipendio per un insegnante (150 euro)
Una scatola di antimalarici (5 euro); Quaderni e gessi per un carcerato (12 euro) o Cento pasti caldi (150 euro)

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Id progetto: 105318 | Aggiornato il 22 novembre 2021  da P. Ferrari email | modifica | permalink



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