Cuore amico

Togo: Un centro per la maternità vicino ai villaggi

Il dispensario della Canossiane, nella zona rurale di Sotouboua, prende forma con il nuovo pozzo e l’allaccio alla corrente. Salverà vite, curerà ferite e aiuterà soprattutto le mamme.

Un centro per la salute del bambino
Madre Daniela Balzarotti

Un pozzo per l’acqua, un filo di luce. Le basi per trasformare in realtà il sogno di un dispensario nel cuore del Togo, a un passo dal Benin, sono state gettate. Per madre Daniela Balzarotti, delle Figlie della Carità Canossiane e per i sette villaggi della regione sarà un toccasana perché non ci sono altri Centres de santé nelle vicinanze.
«L’unico ospedale pubblico è a Sotouboua e non ci sono altre strutture dove andare in caso di malattia o per i morsi di serpenti: alcuni muoiono nei campi - racconta. - Le donne passano molte ore a lavorare, anche quando sono incinte, e per partorire vanno nelle proprie capanne. Niente acqua, niente igiene, niente assistenza».


Diritto alla salute bambini

Di qui l'idea, frutto del costante dialogo tra fede, speranza e carità di queste piccole, grandi donne: «Riabilitare una piccola struttura inutilizzata e trasformarla in un Centro di salute, dove prestare i primi soccorsi e creare un’essenziale assistenza al parto. Salvare vite, curare ferite, aiutare a nascere». Sembra sentire riecheggiare la prima intervista di papa Francesco alla rivista La Civiltà Cattolica, quando consegnò al mondo l’immagine di una Chiesa “ospedale da campo”.
I lavori per la foratura del pozzo e per l'allaccio dell'energia elettrica dimostrano che si fa sul serio. «Ci sono tanti cuori che battono» ci dice commossa suor Daniela. «Molti smettono di battere mentre potrebbero essere salvati. La generosità dei vostri benefattori può aiutarne altri a vivere. Il cuore di Cuore Amico è grande, sempre pronto a rispondere e promuovere la vita. Grazie in anticipo per tutto quello che farete!»

Aiutiamo le suore offrendo per: allaccio alla rete elettrica (1.000 euro), attrezzature per la maternità (5.000 euro) o un "simbolico" mattone (10 euro)

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Madre Daniela Balzarotti ha inviato un video messaggio dal Togo


Dispensario in Togo
Le suore Canossiane visitano la struttura che diventerà un dispensario.

Diritto alla salute per mamme e bambini | Pubblicato a gennaio 2021

Darà lavoro a 11 persone ma, soprattutto, offrirà assistenza a mamme e bambini il dispensario delle suore Canossiane in Togo, a Sotouboua.

Quattro ettari di speranza: sono quelli di cui possono disporre le suore Canossiane a Sotouboua, nella regione centrale del Togo. La struttura, realizzata anni fa da un missionario che aveva il progetto ambizioso di mettere in piedi una università, diventerà presto un centro di salute. Un dispensario per prendersi cura soprattutto delle mamme e dei loro bambini, molti dei quali musulmani, in un territorio in cui per raggiungere un ospedale bisogna percorrere decine di chilometri.
Un servizio, altrove non garantito, specializzato in maternità e pediatria, che sarà dotato anche di un laboratorio per approfondire alcune analisi cliniche, non disponibili in altri centri.
Spiega madre Daniela Balzarotti: «I villaggi sono a molti chilometri di distanza dalla cittadina di Sotouboua, dove si trova l’unico ospedale pubblico, e non ci sono dispensari dove andare in caso di malattia o per i morsi di serpenti: alcuni muoiono nei campi. Le donne passano molte ore a lavorare, anche quando sono incinte e per partorire vanno nelle proprie capanne. Niente acqua, niente igiene, niente assistenza. È Nata così l'idea di riabilitare una piccola struttura inutilizzata e trasformarla in un Centro di salute dove prestare i primi soccorsi e creare un’essenziale assistenza al parto. Salvare vite, curare ferite, aiutare a nascere: così vogliamo incarnare la nostra missione in quest’area».

Che cosa serve concretamente per trasformare il progetto in realtà?
Innanzitutto le risorse per ristrutturare l’edificio esistente e per dotarlo di alcuni locali: farmacia, laboratorio, ufficio della direzione, maternità, medicina e pronto soccorso.
E poi c'è bisogno di aiuto per portare la corrente elettrica da molto lontano, per alzare una recinzione e per realizzare un inceneritore a norma di legge per smaltire i rifiuti sanitari.
Il centro servirà la popolazione di sette villaggi sulla strada che porta verso il Benin e darà lavoro a 11 persone: dal farmacista agli infermieri, dai tecnici di laboratorio ai guardiani.
«Ci sono tanti cuori che battono» conclude madre Daniela. «Molti però smettono di battere mentre potrebbero essere salvati. La generosità dei vostri cuori può aiutarne altri a vivere».
Cuore Amico potrebbe far sbocciare il primo centro specializzato nella donna e nel bambino della regione?

Aiutiamo le suore offrendo per: Un "simbolico" mattone (10 euro); Un metro del muro di cinta (100 euro); Attrezzature per la farmacia (mille euro); Inceneritore (3mila euro).


Il Togo
Il Togo, in Africa occidentale, è fra i Paesi meno sviluppati al mondo. Qui la mortalità infantile è circa 20 volte più elevata che nei Paesi Europei, mentre quella materna lo è addirittura di 70 volte. Queste cifre sono da ricondurre principalmente a un’assistenza sanitaria insufficiente nonché alla mancanza di generi alimentari e acqua pulita.
La situazione sanitaria in Togo è infatti caratterizzata da tassi di mortalità e diffusione di malattie persistentemente elevati. A fronte di una diminuzione della percentuale di diffusione dell’HIV e della tubercolosi, rimane alta la diffusione della malaria che è la principale causa di di morbilità in tutte le fasce d'età (46%) e di mortalità (12,26%) e sono emerse malattie non trasmissibili a causa di una maggiore esposizione a fattori di rischio come uso di tabacco, abuso di alcol, uso di droghe e altre sostanze psicoattive e obesità. Pertanto, nella popolazione di età compresa tra 15 e 64 anni, la prevalenza dell'ipertensione è del 19% e le malattie cardiovascolari sono responsabili del 6% di tutti decessi registrati presso strutture sanitarie a livello nazionale, senza contare le epidemie che si sono abbattute anche su questo stato nel 2016, come il virus Ebola, la meningite e le epidemie di febbre.



A fronte di un precario stato di salute della popolazione, il sistema sanitario del Togo si presenta come ancora inadeguato. Nel Paese ci sono solo tre operatori sanitari ogni 10mila persone. La carenza di medici, infermieri e personale medico adeguatamente formato fa sì che gli ospedali vivano una cronica situazione di sovraffollamento, nei pronto soccorsi e nelle sale di attesa, determinando molto spesso la trasmissione di malattie proprio tra i pazienti in attesa di cure, in particolare quelle malattie che possono essere trasferiti tramite il contatto con la pelle e attraverso l'aria e facendo sì che in diversi casi i pazienti muoiano tragicamente proprio in attesa di cure all’interno delle strutture ospedaliere.
In questa drammatica situazione, le cure materne e neonatali sono scarsamente accessibili sia per carenza di personale e strutture adeguate, sia per la diffusa povertà della popolazione che non può permettersi un percorso di cura ed assistenza prima, durante e dopo il parto.

Oltre al personale insufficiente, infatti gli ospedali stessi non sono adeguatamente riforniti delle forniture necessarie per diagnosticare e curare le donne, i neonati e i pazienti in arrivo e molto spesso si trovano anche in carenza di posti letto. Nel 2011, il Togo ospitava solo sette letti d'ospedale ogni 10.000 abitanti. Le precarie condizioni del sistema sanitario sono da attribuire principalmente alla mancanza di risorse finanziarie disponibili, a causa di un circolo vizioso che parte proprio dalla estrema povertà della popolazione. Il 55% della popolazione vive infatti al di sotto della soglia di povertà globale. A causa di questa estrema povertà, i pazienti non possono permettersi le cure necessarie, il che porta alla mancanza di fondi per gli ospedali, con conseguente riduzione del personale e forniture inadeguate.

Per ovviare al problema della carenza strutturale di risorse finanziarie il sistema sanitario del Togo sta adottando un modello statunitense basato sul "paga o muori", con conseguenze pericolose. I pazienti e le persone care di coloro che si sono ammalati spesso devono prendere in prestito denaro nel tentativo di ricevere cure per malattie e disturbi. Con le conseguenze che si possono immaginare per le famiglie.

Per approfondire
Il Togo (Scheda della World Health Organization in inglese)


Come sostenere questo progetto

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Id progetto: 105004 | Aggiornato il 3 maggio 2021  da P. Ferrari email | modifica | permalink



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