Balcani: Le parole di papa Francesco | Nel gelo balcanico

Sono oltre 9.000 i migranti che, dal 2018, si sono avventurati sulla cosiddetta rotta balcanica, cercando una via di ingresso in Europa.

Nel gelo balcanico

Molti di loro, provenienti per la maggior parte da Afghanistan, Pakistan, Siria, Iraq, sono costretti a fermarsi, respinti alla frontiera croata, rimanendo bloccati nei campi di raccolta della Bosnia-Erzegovina. Il campo di Lipa, distrutto da un incendio nel dicembre scorso, si trova in condizioni spaventose.
La Croce Rossa fornisce un pasto al giorno; l’esercito si è limitato a fornire brandine. E l’inverno terribile ha reso la situazione dei profughi disastrosa. Johann Sattler, ambasciatore e rappresentante speciale dell'Unione Europea in Bosnia-Erzegovina, l’ha definita una “crisi umanitaria artificiale”.
Da parte nostra non possiamo dimenticare quanto ha detto papa Francesco in occasione della 106ma Giornata Mondiale del Migrante e del rifugiato (27 settembre 2020):
«Quando si parla di migranti e di sfollati troppo spesso ci si ferma ai numeri. Ma non si tratta di numeri, si tratta di persone! ».

Cuore Amico vuole dare il proprio supporto aiutando chi è impegnato in prima persona in questa emergenza.


Volontario laico nei balcani
Daniele Bombardi in prima linea in soccorso dei migranti in Bosnia ed Erzegovina

Come Daniele Bombardi, volontario della Caritas italiana nei Balcani, che sta facendo fronte alle terribili condizioni in cui vivono i migranti della zona di Bihac, in Bosnia ed Erzegovina. All'indomani della chiusura del campo profughi provvisorio “Lipa”, migliaia di migranti si trovano a vivere all’addiaccio, in quella che è una zona impervia e isolata, in montagna. Sono senza cibo, acqua potabile e rischiano ogni giorno di morire di freddo.
Occorrono: legna, coperte e un pasto caldo.
Ogni piccola offerta è importante!


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Missionario in Romania
Padre Albano Allocco, missionario somasco in Romania

Poi c'è padre Albano Allocco, della Congregazione Somasca. Nelle fredde notti di Baia Mare, città della Romania, attorno al suo furgone si affollano, per avere un piatto di minestra calda e un sorriso, adulti, ragazzi e bambini che non hanno casa e vivono per strada. ii sono aggiunti anche i migranti che seguono la rotta balcanica. Fra loro tanti sono i minori non accompagnati.
Il missionario cerca di aiutarne il più possibile, ma non è facile far sì che tutti abbiano un pasto e, dove possibile, un po' di ospitalità.
Occorrono: legna, coperte e un pasto caldo.
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Id progetto: Rotta balcanica | Aggiornato il 29 marzo 2021  da F. Tagliaferri email | modifica | permalink



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