Cuore amico

La pandemia è l'occasione per donare a chi soffre la misericordia di Dio

Suor Alexander Lilly Rose, Suora di Maria Ausiliatrice in Sri Lanka, commenta il messaggio di papa Francesco sulla Giornata Missionaria Mondiale, alla luce dell'epidemia di Covid-19 che imperversa in tutto il mondo

bambini malati sri lanka

La pandemia di Covid-19 è l'occasione migliore per comprendere e sperimentare che la nostra chiamata implica aiutare i poveri, trascorrere del tempo con chi soffre, muovere il nostro cuore verso gli indifesi e i disperati, per portare la misericordia e l'amore di Dio Padre ad ogni uomo. La chiamata del Papa in questi tempi difficili è una spinta per noi religiosi, sacerdoti e laici battezzati: non possiamo restare 'sepolti dietro le porte chiuse' in cerca di sicurezza e preoccupati per il nostro benessere. I protocolli antivirus esistenti hanno lasciato nella gente un disperato bisogno di relazioni sociali e di empatia reciproca: noi possiamo essere fari di speranza e segno della certezza della presenza di Dio nella sofferenza": è quanto scrive Suor Alexander Lilly Rose, religiosa srilankese delle Figlie di Maria Ausiliatrice, in vista della celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale (18 ottobre).
Profondo il suo commento al messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale, dal titolo "Eccomi, manda me!" (Is 6: 8): "La missione è una risposta libera e consapevole alla chiamata di Dio; una chiamata che non è una carriera. La carriera promette status, denaro o potere. Una carriera è qualcosa che facciamo per noi stessi, ma la chiamata è qualcosa che facciamo per Dio e per il suo popolo. Ci sono difficoltà, la sofferenza, il sacrificio, la soddisfazione, la contentezza e l'opportunità di essere chiamati e essere strumenti nelle mani di Dio. Una chiamata continua finché non Lo incontriamo nell'eternità. Il Signore ci chiama personalmente e la nostra risposta è unica. Ogni vocazione è una chiamata a vivere nella fede e a donare luce, pace, compassione all'umanità".
Infine suor Lilly Rose osserva che "la chiamata è spesso collegata a ciò che ci turba profondamente", come avvenuto per Mosè". Allora, conclude, occorre "scoprire la propria chiamata cominciando a pregare per ciò che ci turba profondamente. Pensando al Covid-19 che ha preso le vite di migliaia di persone e ha causato il sorgere di povertà, insicurezza e depressione, proprio in questo momento di sofferenza, il messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale 2020 è un invito e una sfida rivolti a ciascuno di noi".





Aggiornato il 30 settembre 2020  da Redazione Cuore Amico email | modifica | permalink



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