Tindari (Sicilia): S. Messa quotidiana 2022

Ogni anno il Consiglio direttivo di Cuore Amico sceglie un santuario dedicato alla Madonna nel quale far celebrare la Santa Messa quotidiana secondo le intenzioni dei benefattori e per i loro defunti.

Santuario mariano Sicilia
Calendario delle Sante Messe secondo le intenzioni dei benefattori di Cuore Amico
- da lunedì a sabato alle ore 7.30
in diretta su Radio Tindari, con replica alle ore 10 e alle 17.30;
- domenica e nei giorni festivi
alle ore 16.30 in inverno e alle ore 17.30 in estate, in diretta su Radio Tindari, anche in streaming e in video sulla pagina Facebook del Santuario.

Si può seguire la celebrazione della Santa Messa:
-su Radio Tindari, in diretta streaming
-sul sito del Santuario: www.santuariotindari.it
-su Facebook: basilica.santuario.tindari

Dal primo gennaio, ogni giorno del 2022, la messa quotidiana verrà celebrata nella Basilica Santuario Maria Santissima del Tindari in Sicilia.
Bruna Madonnina del Tindari,
Madre nostra, Fiducia nostra,
rivolgi su noi gli occhi tuoi
misericordiosi.


Sorge in Sicilia su un'incantevole collina a precipizio sul Tirreno settentrionale a Tindari, città di fondazione greca (sec. IV a.C.) e sede fino al IX sec. di una delle più antiche Chiese diocesane dell'Isola.

Il Santuario consta di due edifici: il primo riedificato intorno al 1598 su un precedente tempio mariano risalente al IX secolo circa; l'altro iniziato nel 1956 e consacrato nel 1979, voluto dall’allora vescovo di Patti, mons. Giuseppe Pullano.
Fin dall’epoca delle Crociate il suo nome è associato alla Vergine bruna, una sacra effigie scolpita su legno di cedro che rappresenta Maria. Riportata al primigenio splendore dopo un restauro avvenuto nel 1997, l'immagine risente degli influssi tardo-bizantini del primo millennio e propone, in versione tridimensionale, la bellezza di una icona d’Oriente, il cui messaggio teologico è correlato al mistero della Maternità divina di Maria.


Affresco
Quando i marinai aprirono la cassa e prelevarono la statua della Madonna, la nave poté riprendere il mare.

L'origine del culto
Secondo la tradizione la statua bizantina della Madonna nera di Tindari, proveniente dall'Oriente per sfuggire alla persecuzione iconoclasta (XIII-IX secolo d.C.) e contenuta in una cassa, impedì alla nave che la trasportava di ripartire, dopo che questa si era rifugiata nella baia di Tindari, presso i laghetti di Marinello (nelle vicinanze del Santuario), per sfuggire a una tempesta.
I marinai depositarono a terra via via il carico, pensando che fosse questo a impedire la partenza e, solo quando aprirono la cassa e prelevarono la statua, la nave poté riprendere il mare.
Questo fatto fu interpretato come il desiderio della Vergine di rimanere in quel luogo. La statua fu portata quindi sul colle soprastante, dentro un piccolo tempio dedicato anticamente alla dea Cerere sul quale in seguito fu edificata una Chiesa più volte ampliata, per accogliere i pellegrini attratti dalla fama miracolosa del simulacro.

Gli albori del cristianesimo a Tindari
Molti secoli prima dell’approdo dell’icona della Vergine bruna a Tindari, Plinio il vecchio (Naturalis Historia II, 84) documenta un grave terremoto, avvenuto nella seconda metà del I secolo d.C., sul colle ove prosperava la celebre città che sotto Ottaviano era stata denominata Colonia Augusta Tindaritanorum (35 a.C.).
Nonostante il lento declino innescato dal disastro naturale e dalle difficoltà dei tempi, intorno al IV secolo è accertata la fondazione o la presenza a Tindari di una comunità cristiana, organizzata come Chiesa locale.
I nomi di alcuni Vescovi di questa Diocesi sono stati fortunatamente tramandati, grazie alla loro presenza ai Concili e ai Sinodi. Infatti, sappiamo che nel 499 il vescovo Severino partecipa al Concilio romano di papa Simmaco.
Nel 593 il vescovo Eutichio è menzionato e lodato, per il suo zelante ministero, nell'Epistolario di S. Gregorio Magno (IX, lib. 1) a cui dobbiamo anche il nome di un altro vescovo di Tindari, Benenato (599). Ancora, nel 649 il vescovo Teodoro prende parte al Concilio Lateranense sotto papa Martino I.
Infine, l’ultimo vescovo di Tindari, Teodoro, per l’avanzare inesorabile delle armate islamiche, intorno all'899 ripara inizialmente a Messina e in seguito a Siracusa.
La partenza di questo prelato determina la fine storica della Chiesa diocesana di Tindari, che oggi sopravvive solo come Chiesa titolare. Il suo territorio verrà, intorno all’XI sec., assorbito dalla nuova istituzione diocesana di Patti.


Madonna nera
Questo fatto fu interpretato come il desiderio della Vergine di rimanere in quel luogo.

Maria Santissima del Tindari
La scultura lignea (in cedro del Libano), orientaleggiante, è databile tra la fine del secolo VIII e i primi decenni del secolo IX.
La Madonna è nera, con un caratteristico volto lungo, non facilmente riscontrabile in altre statue religiose, ed è una Theotókos Odigitria (Madre di Dio e Madonna del buon cammino) rappresentata come Basilissa, ossia come "Regina", mentre regge in grembo il Bambino Gesù che tiene la mano destra sollevata e benedicente.
Sul capo è posta una corona o un turbante di tipo orientale. Sotto il trono, la scritta "Nigra sum sed formosa" riprende la frase del Cantico dei Cantici (1,5) che significa letteralmente "Sono nera ma bella".


Come aderire alla Santa Messa

A tutti coloro che invieranno una offerta per la Santa Messa quotidiana verrà inviata la pagellina (dell'anno in corso) con la preghiera.

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Id progetto: 105306 | Aggiornato il 22 marzo 2022  da Don Ciro Versaci email | modifica | permalink



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