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Cuore amico

Brescia, 19 ottobre 2013 | XXIII Premio Cuore Amico
Auditorium Capretti Istituto Artigianelli

Storie di solidarietà, di accoglienza, di coraggio. In una parola, di amore. Sono quelle di Piera Tortore, suor Paola Battagliola, padre Giorgio Nonni, i tre missionari salesiani che, il 19 ottobre a Brescia, hanno ricevuto il premio Cuore Amico. Il riconoscimento, giunto quest’anno alla ventitreesima edizione e definito il «Nobel dei missionari», viene assegnato a religiosi e laici che si sono distinti per l’opera compiuta nei Paesi poveri.

Fotografia
Nella foto da sinistra: mons Gaston Ruvezi della Diocesi di Sakania-Kipushi (RD Congo), suor Paola Battagliola, padre Giorgio Nonni e la dott.ssa Piera Tortore

La Festa del 19 ottobre 2013
Con la dott.ssa Piera Tortore
in ospedale a Lubumbashi in repubblica Democratica del Congo;
Con padre Giorgio Nonni
per la scolarizzazione dei ragazzi di Llamellin in Perù;
Con suor Paola Battagliola
che ha a cuore sviluppo e prevenzione delle donne di Dili a Timor Est;

Storie di solidarietà, di accoglienza, di coraggio. In una parola, di amore. Sono quelle di Piera Tortore, suor Paola Battagliola, padre Giorgio Nonni, i tre missionari salesiani che, il 19 ottobre a Brescia, hanno ricevuto il premio Cuore Amico. Il riconoscimento, giunto quest’anno alla ventitreesima edizione e definito il «Nobel dei missionari», viene assegnato a religiosi e laici che si sono distinti per l’opera compiuta nei Paesi poveri.

A introdurre la cerimonia di premiazione, don Armando Nolli, presidente di Cuore Amico: «I missionari sono nel contempo discepoli, ovvero persone che non si stancano di imparare; apostoli, cioè “coloro che sono mandati per” e maestri di vita». Presenti varie autorità cittadine, tra cui il sindaco Emilio Del Bono, il pro vicario della diocesi, mons. Cesare Polvara, in rappresentanza della Prefettura il dott. Giacomino Michele, il vice questore Dott. Emanuele Ricifari.

La prima storia è quella di Piera, classe 1942, originaria di Cuneo. Medico con tre specializzazioni, un giorno di circa trent’anni fa rinuncia a diventare primario, prepara la valigia e parte per la Repubblica democratica del Congo, per lavorare come ecografista al Policlinico Don Bosco di Lubumbashi, di cui oggi è direttrice sanitaria. Fa molto per i malati, ma ancora di più fa per i bambini. Ne “adotta” venti, ospitandoli nella piccola casa in cui vive, un ex deposito di carbone.

Si dedica alla cura dei più piccoli anche suor Paola, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice che, nel 1988, lascia Manerbio, un paese in provincia di Brescia, per approdare a Timor Est, una piccola isola del Pacifico. Qui si occupa in particolare dell’orfanotrofio e in seguito di costruire le scuole materna, elementare e professionale. «Il valore educativo va in parallelo con la promozione umana», sostiene la suora, «investire in educazione significa guardare al futuro».

Quando è la volta di padre Giorgio, è lui stesso a definirsi ”un prete contadino”. Uno che ha in testa una sola parola: Carità. Classe 1953, originario di Faenza, inizia la sua opera in gioventù tra le fila dell’Operazione Mato Grosso per ritrovarsi oggi in Perù, a Llamellin, parrocchia a 3400 metri sulle Ande. Il progetto cui tiene di più è proprio l’”oratorio delle Ande”, un lavoro paziente e quotidiano di catechesi rivolto a bambini e ragazzi. «Più cerchi di dare e più ti accorgi che hai dato poco, ma ricevuto molto», racconta. Storie di gratuità, queste che, anche grazie al premio, potranno continuare. E diventare altre storie. Altre scuole, altri ambulatori, altre mani tese verso chi ha bisogno.

Continuiamo ad aiutarli nella loro missione

SEZIONE LAICI
CONGO - PIERA TORTORE

Un giorno di molto tempo fa, dopo una lunga riflessione, Piera prepara la valigia.
Nata nel 1942, medico con tre specializzazioni, lascia il suo piccolo paesino in provincia di Cuneo alla volta della Repubblica democratica del Congo.
Sa che andrà ad aiutare della povera gente. Quello che ancora non sa è che in quel Paese martoriato, sarebbe rimasta ventitré anni, fino a considerarlo patria di adozione. Vive l’orrore di tre lunghe guerre, Piera, che oggi lavora come ecografista al Policlinico Don Bosco, dove è anche direttrice sanitaria. Fa molto per i malati, costruendo un reparto per i pazienti terminali e ristrutturando il dispensario.
Ma ancora di più fa per i bambini: ne «adotta» venti, ospitandoli nella casetta in cui vive, all’interno dell’ospedale. La storia è sempre la stessa: neonati abbandonati tra le immondizie, trovati per caso, accolti con amore. È ogni volta che guarda gli occhi di questi piccoli che Piera sorride e avverte ancora, dopo tanti anni, il forte richiamo delle terre d’Africa.


SEZIONE RELIGIOSE
TIMOR EST - PAOLA BATTAGLIOLA

Ne ha fatta di strada, suor Paola, da Manerbio, in provincia di Brescia, a Timor Est, un’isola ai limiti dell’arcipelago indonesiano.
Nata nel 1952, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, viene inviata per la prima volta in missione nel 1988. L’anno dopo, colpita dalle condizioni della popolazione locale, apre un ambulatorio.
Rivolge molta attenzione alle ragazze, poco considerate e relegate alle attività domestiche: per loro, apre le porte di una scuola professionale, di tre comunità salesiane, del noviziato. Vive il conflitto tra indonesiani e abitanti di Timor e, finita la guerra, collabora alla costruzione di una scuola materna e di una scuola elementare.
Nel 2009 suor Paola viene nominata superiora dell’ispettoria Santa Maria Mazzarello di Timor e Indonesia. Segue tutte le attività dedicate ai giovani. Con quella passione e quell’entusiasmo che hanno contraddistinto, fin dall’inizio, la sua strada.


SEZIONE RELIGIOSI
PERU' - GIORGIO NONNI

C’è una parola che è cara a padre Giorgio. Che ha segnato il suo cammino verso i territori più poveri del Perù. Carità. Carità verso le donne, verso i bisognosi e, soprattutto, verso i ragazzi. Che devono crescere, studiare, costruirsi un futuro, vivere in modo onesto e dignitoso.
La storia di Giorgio, classe 1953, originario di Faenza, inizia molti anni prima, tra le fila dell’Operazione Mato Grosso, di cui conosce il fondatore, il salesiano Ugo De Censi. Dopo varie esperienze di volontariato, diventa sacerdote a Chacas e viene inviato dal vescovo locale a Lamellin, una sierra vasta e poverissima.
Si occupa di questa missione e ne fa nascere altre. Nella sua parrocchia apre cinque scuole professionali gratuite per i giovani. Avvia, inoltre, un allevamento di mucche, un ambulatorio, due asili.
Ma il suo progetto più importante è l’«oratorio delle Ande»: un lavoro, paziente e quotidiano, di catechesi rivolto a bambini e ragazzi. Per insegnare anche a loro il significato di quella parola così preziosa.


Fotografia




dal TG di Teletutto di sabato 19 ottobre 2013


Fotografia
Il commovente momento del ricordo di Afra Martinelli

Aggiornato il 18 ottobre 2013  da Redazione Cuore Amico email | modifica






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