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Sud Sudan: La scuola per prima!

Dal 2013 al 2018 in Sud Sudan ha imperversato una guerra civile che ha fatto molti morti e raso al suolo villaggi e città, chiese e scuole. Oggi, con coraggio, la diocesi di Malakal vuole avviare una prima ricostruzione, partendo dalla scuola.

ricostruzione post bellica Sud Sudan
Padre Christian Carlassare, missionario comboniano, in una classe di bambini

In Italia, nell’ottobre 2020, è stato firmato un accordo per il cessate il fuoco tra il governo sud sudanese e le forze ribelli che si combattono dal 2013 in un cruento conflitto etnico. Si è riaccesa così la speranza in una pace più duratura delle precedenti. In quella occasione sono riecheggiate le parole di papa Francesco che ha invitato le parti in guerra a concentrarsi «su cosa unisce e non su cosa divide».
La scuola è lo strumento indispensabile dal quale partire per ricostruire il tessuto sociale del Paese. La pensano così anche il vescovo della Diocesi di Malakal, mons. Stephen Nyodho, e padre Christian Carlassare, missionario comboniano che lo affianca in questo momento post conflitto.


Bambini poveri Sud Sudan

Non è affatto semplice: a Malakal, una delle principali città del Paese, ci sono tre scuole e bisogna pianificare anche la riapertura di piccole scuole elementari nelle 15 parrocchie del territorio diocesano, grande più di mezza Italia.
I danni subiti a causa della guerra sono certamente ingenti ma, visto che le scuole sono chiuse a causa del Covid-19 (anche quest'ultimo anno scolastico è completamente saltato) si possono acquistare i materiali necessari a chiudere le crepe, riparare i tetti, ridipingere, rimettere porte e finestre.
Non bisogna perdere tempo: formare le giovani generazioni e plasmarle ai valori universali della pace e della tolleranza è certamente un obiettivo per il quale vale la pena di affrettarsi, e Cuore Amico è dalla loro parte.


Per approfondire
Cinque anni di guerra civile in Sud Sudan hanno causato circa 200.000 morti e due milioni di sfollati all'interno del Sudan del Sud, oltre ad altri due milioni e mezzo di profughi nei Paesi confinanti. È iniziata nel 2013 ed è stata combattuta tra le forze fedeli al presidente Salva Kiir e quelle del suo ex vice Riek Machar, spaccando il Paese lungo faglie etniche che hanno visto l'etnia Dinka contro la Nuer. Il processo di riconciliazione è appena cominciato e si preannuncia lungo e difficile.


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Id progetto: 104999 | Aggiornato il 31 dicembre 2020  da Redazione Cuore Amico email | modifica | permalink



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