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Cuore amico

Siria terra di conflitto

In Siria, a causa della guerra perdurante da ormai otto anni, oggi circa 13 milioni di persone vivono in condizioni di estrema necessità. Tre milioni di bambini non possono frequentare la scuola. Cinque milioni di profughi sono fuggiti all'estero.

I disegni dei bambini traumatizzati
Nei disegni dei bambini tutta la crudezza dei traumi subiti.

La Siria è uno dei paesi più martoriati del Medio Oriente: a partire dalla primavera del 2011, anno in cui sono fiorite – spesso per presto appassire – le cosiddette “Primavere arabe”, il Paese ha visto infuriare una guerra civile che ha causato, secondo stime prudenziali, mezzo milione di vittime su una popolazione di circa 18 milioni e mezzo di persone, per non parlare di feriti, mutilati, profughi, distruzioni e rovine. Iniziato con le manifestazioni di protesta contro il regime del presidente Assad, il conflitto siriano è continuato in un crescendo di intensità e in un moltiplicarsi di attori.


In oltre sette anni di guerra si sono scontrati l’esercito regolare siriano, le forze ribelli, sostenute dalle monarchie del Golfo, dagli Usa, dalla Turchia (che però contrasta le attività delle milizie curde), ma anche da numerosi altri Stati, che hanno riconosciuto come legittimo il governo in esilio delle forze dell’opposizione.
Il regime di Assad è invece sostenuto da milizie sciite, tra cui la potente organizzazione di Hezbollah, dall’Iran e dalla Russia. L’eterogenea coalizione ribelle è stata indebolita dalle divisioni interne, in particolare dalla presenza di gruppi legati al radicalismo islamico, che nel 2014-15 hanno preso il controllo di ampie aree nella parte nord orientale del Paese e in Iraq.
Nel corso del 2017 e nei primi mesi del 2018 è proseguita la campagna contro la principale organizzazione estremista, l’autoproclamatosi “Stato islamico” (Isis), la cui capitale, Raqqa, è stata conquistata dalle Forze democratiche siriane, a guida curda e sostenute dagli Usa, mentre la città di Aleppo era stata riconquistata dall’esercito siriano nel dicembre 2016. Ad oggi, solo alcune ristrette zone restano in mano all’Isis, mentre il regime di Assad ha ripreso il controllo di buona parte del Paese.
La guerra civile siriana ha visto ogni sorta di orrori: massacri di civili inermi, bombardamenti indiscriminati, uso di armi chimiche in più occasioni, torture.
Fughe disperate sono andate a ingrossare le fila di chi tentava di fuggire dal Paese, lasciando la propria casa, i propri beni, i propri affetti, spesso sfidando i pericoli di una traversata via mare verso la Grecia o l’Italia su imbarcazioni di fortuna gestite da trafficanti senza scrupoli. Possiamo dire che le più grandi sofferenze, come sempre accade, sono toccate alla popolazione civile. È un dovere per Cuore Amico cercare di alleviarle aiutando due comunità di religiose che, con coraggio, restano a Damasco e ad Aleppo con gli sfollati.



Le suore in prima linea

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Ad Aleppo, le suore Serve del Signore e della Vergine di Matarà prestano la loro assistenza a famiglie bisognose, vittime della guerra civile, della crisi economica e della povertà.

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A Damasco, le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret assistono le famiglie rifugiate dagli orrori della guerra civile.

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A Karak in Giordania, suor Adele Brambilla accoglie in ospedale donne siriane rifugiate che devono partorire.

Aggiornato il 19 luglio 2018  da Redazione Cuore Amico email | modifica | permalink






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