Missionari per sempre

In questi mesi anche i giornali italiani si sono interessati delle vicende tragiche che spesso sono legate all'attività missionaria.

In memoria dei missionari nel mondo

A dire il vero solo le tragedie sembrano svelare ai mezzi di comunicazione l'efficace opera di tante persone che dedicano la vita al prossimo spinte dalla parola del Vangelo.
Due fatti in particolare hanno avuto grande risalto: la crudele uccisione a colpi di machete di Nadia De Munari a Nuevo Chimbote, in Perù, in missione dal 1995 con l'Operazione Mato Grosso; l'agguato subito dal comboniano Christian Carlassare, vescovo eletto di Rumbek (Sud Sudan).
A questi sarebbero da aggiungere le notizie che da tante parti ci giungono sulle violenze, le privazioni o le espulsioni di tanti missionari e missionarie.
Non sono spavaldi combattenti e non hanno alle spalle eserciti, ma la solidarietà delle chiese che pregano per loro e li sostengono nei loro progetti che mostrano la fecondità del Vangelo. Così Nadia si è dedicata a offrire ai bambini un'educazione, una formazione per iniziare da loro a cambiare il tessuto sociale di una società malata nel profondo.
È questo il cammino della carità, che porta a vivere la croce di Cristo, anche rischiando la propria vita.
Cuore Amico vuole continuare a dare voce a questi testimoni della carità e a sostenere chi ha scelto di mettere in gioco la sua vita perché il Vangelo sia seme di fraternità e giustizia.

Don Flavio Dalla Vecchia
Presidente di Cuore Amico



In questi mesi abbiamo ricevuto notizia della scomparsa di alcuni missionari sostenuti da Cuore Amico. La loro perdita ci rattrista e li vogliamo ricordare con le frasi più rappresentative della loro missione sulla terra, certi che non mancherà da parte di tutti un ricordo per loro nella preghiera.
Nadia De Munari.
(28 luglio 1970 - 24 aprile 2021)
Nella sua ultima confidenza, raccolta da padre Armando Zappa, Nadia era molto preoccupata per la situazione di Nuevo Chimbote in PerùIl male è troppo forte e distrugge il bene che cerchiamo di fare.» e aggiunse profeticamente: «Desidero incontrare il Padre.»
Padre Riccardo Tobanelli.
(9 dicembre 1955 - 7 maggio 2021)
«La nostra missione saveriana in Bangladesh è particolare perché qui non ci sono cristiani. La gente con cui lavoriamo è fatta di “fuoricasta, intoccabili”: emarginati in condizione di estrema povertà perché a loro è proibito imparare a leggere e scrivere. La ragione della nostra presenza in mezzo a questo gruppo di non cristiani è il sogno di riuscire un giorno a fare del mondo una sola famiglia» (Padre Riccardo, 1988)
Suor Giannantonia Comencini.
(21 luglio 1920 - 19 aprile 2021)
Cento anni li aveva compiuti un anno fa. Aveva solo 28 anni quando decise di partire come missionaria comboniana in Eritrea. Fino all'ultimo giorno è stata testimone dell'impegno a favore degli emarginati, dei dimenticati e degli esclusi. «Nel 1948 nella busta che si usava per la raccolta di aiuti per le missioni ho scritto: oggi Signore ti dono un po' del mio stipendio, domani ti donerò la vita! » (Suor Giannantonia, Premio Cuore Amico 2017)
Padre Aldino Amato.
(22 febbraio 1931 - 1 maggio 2021)
I cattolici in Pakistan piangono il sacerdote domenicano che ha servito il Paese asiatico per quasi sei decenni. Era l'ultimo missionario straniero della diocesi di Faisalabad. Nel 2012 ricevendo il Premio Cuore Amico disse: «Il missionario quando va non pensa ai riconoscimenti; pensa alle necessità dei bambini, degli ammalati e delle donne che non possono studiare.» (Padre Aldino, ottobre 2012)
Baba Fulgenzio Cortesi.
(10 marzo 1937 - 4 giugno 2021)
Il suo ultimo messaggio dalla Tanzania: «La prima parola che vorrei dire oggi è Grazie a tutti gli amici che mi hanno accompagnato nei miei lunghi anni. Poi vorrei sottolineare la parola Speranza. Quella che ci ha sostenuto in progetti ‘pazzi’ ma realizzati».
(Baba Fulgenzio)




Aggiornato il 1 luglio 2021  da Redazione Cuore Amico email | modifica | permalink



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