Cuore amico

Editoriale: La Parola che ci mette in gioco

bambini poveri

Ogni mese incontro un gruppo di missionari che sostano a Brescia per motivi di salute; molti di loro hanno operato in diversi paesi per lunghi anni. Ci troviamo ad ascoltare la Parola e a riflettere su di essa. Si tratta di persone che per questa parola hanno messo in gioco tutta la loro vita; ora che non possono operare non smettono però di lasciare che essa parli ancora a loro. È sempre sorprendente vedere come la Parola accolta con serietà aiuti a fare chiarezza nelle scelte e a orientare la vita.
Ed è questo che ogni missionario mette al centro della sua opera. Quando costruisce cappelle, fonda scuole, allestisce servizi sanitari o dispensari, stimola il sorgere di attività caritative e assistenziali, egli sa che sta rispondendo all'invito del suo Signore: «Siate miei testimoni». Una testimonianza che però deve essere continuamente illuminata e sorretta: l’ascolto attento della Parola è ciò che preserva dal ridursi a operatori sociali o a filantropi.
Da essa si comprende di essere mandati da Gesù che ha dato la vita per «tutti», senza chiedere nulla in cambio.
Da essa si impara a farsi prossimo e a operare per la giustizia, senza confidare troppo in progetti o promesse umane che troppo spesso dividono gli uomini, quando non li opprimono.
Don Flavio Dalla Vecchia, Presidente di Cuore Amico



Aggiornato il 1 luglio 2019  da Redazione Cuore Amico email | modifica | permalink





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