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Cuore Amico Fraternità Onlus

Speciale Rep. Dem. del Congo
Un Paese senza pace

La Repubblica Democratica del Congo non ha mai vissuto nella sua storia un periodo di pace duraturo e stabile.


Id progetto:Paesi in emergenza | Aggiornato il 1 maggio 2018  da Redazione Cuore Amico email

Questo Paese, dopo essere stato una colonia belga, ottiene nel 1960 l’indipendenza ma, subito, si manifestano tentativi di secessione nella regione mineraria del Katanga. Si scatena una guerra civile che richiede l’invio di una missione militare ONU, alla quale partecipa anche l’Italia, con il sacrificio dei 13 aviatori trucidati a Kindu (1961). Dal 1965 viene governato in modo autoritario da Mobutu con un programma di africanizzazione basato sulla ripresa delle tradizioni e consuetudini locali e cambia il nome in Zaire.
Nel 1996 Mobutu deve lasciare il potere e inizia l’epoca dei Kabila, che dura ancora oggi. Ventidue anni caratterizzati da varie guerre civili: 1996-97 per la presa del potere; 1998-2003 rivolta Tutsi con l’intervento di sei paesi africani a sostegno del governo; dal 2004 conflitto nella regione del Kivu, ancora in corso con alterne vicende.
A questi conflitti non sono estranei gli interessi di molte nazioni per il controllo dei giacimenti di cobalto, diamanti, oro, rame e coltan. Le guerre che si sono succedute hanno prodotto una serie di orrori e morti senza fine. Tra le conseguenze il diffondersi di malattie e il riproporsi di carestie che provocano milioni di morti ogni anno.
Oggi, per giungere a libere elezioni, è in corso un braccio di ferro tra società civile, chiesa cattolica e il presidente Joseph Kabila, il cui mandato è scaduto nel 2016.
La pacificazione è ancora lontana e, dopo averla invocata in una giornata di preghiera nel febbraio scorso, nel giorno di Pasqua papa Francesco ha nuovamente domandato «frutti di pace per il mondo intero e di speranza per il continente africano, soprattutto nelle zone travagliate dalla fame, da conflitti endemici e dal terrorismo».

Aiutando i missionari che vi presentiamo a costruire un futuro migliore per i bambini congolesi, diventiamo anche noi seminatori e fautori di pace.


I missionari in prima linea



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