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Bangladesh | Piccola chiesa, grande impegno sociale e missionario

Oggi il Bangladesh è un paese in crescita tumultuosa, afflitto da problematiche che per la piccola Chiesa locale e per le realtà missionarie sono campi d’intervento, nelle aree rurali come nella capitale Dacca, metropoli di 15 milioni di abitanti.

Tokai e Dalit, poveri e fuori casta del Bangladesh
Tra i poveri e i fuori casta operano i missionari

Solo lo 0,3 per cento della popolazione è cattolico, ma è in grado di condurre una stupefacente e incisiva varietà di iniziative al servizio dell’intera nazione di 160 milioni di abitanti. L’incontro con papa Francesco, che ha visitato il Paese dal 30 novembre al 2 dicembre 2017, ha rappresentato il riconoscimento del coraggio di vivere e di condividere dei bengalesi.
Il Bangladesh, pur essendo un Paese afflitto da povertà, instabilità ed eventi naturali disastrosi, dove si manifestano anche tensioni etniche e religiose, accoglie con generosità, in campi sovraffollati e con risorse limitate, circa 700mila profughi Rohingya, in fuga dalla Birmania.
Questa minoranza etnica, di tradizione religiosa musulmana, è sempre stata discriminata, se non addirittura perseguitata. Vittima di un’identità negata e di una vessazione costante.



I missionari in campo


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Tra i bambini tokai opera padre Riccardo Tobanelli
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I Dalit fuori casta siutano i profughi Rohingya che arrivano dal Myanmar






Aggiornato il 1 settembre 2018  da Redazione Cuore Amico email | modifica | permalink


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