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La
rivista del mese
Donne ai margini, vittime di violenze ed ignoranza |
Nonostante
in alcune società la condizione della donna sia
indiscutibilmente migliorata negli ultimi decenni, in molti Paesi
discriminazione, sfruttamento e inferiorità sociale sono ancora
le cifre che contraddistinguono l’esistenza della maggioranza
della popolazione femminile.
Uno degli elementi in cui più
appare evidente questo stato di “inferiorità”
è quello che riguarda un bene primario qual è la salute.
Essa è da sempre una preoccupazione per le organizzazioni
sanitarie mondiali, ma oggi è diventata un’urgente
priorità come il recente terremoto di Haiti ha drammaticamente
dimostrato.
Le donne, di solito, vivono più a lungo degli uomini, ma in
alcune regioni questo vantaggio “biologico” è
compromesso proprio dalle discriminazioni. Esse abbassano
l’aspettativa di vita mentre le disuguaglianze, per esempio
nell’educazione, nel profitto e nell’occupazione, limitano
la possibilità delle ragazze e delle donne di proteggere la
propria salute.
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La maternità
La salute nel periodo della fertilità è importante non
solo per la donna, ma anche per la generazione successiva. Per esempio,
nei Paesi in via di sviluppo, le complicazioni della gravidanza e del
parto sono la prima causa di morte tra le ragazze comprese tra i 15 e i
19 anni e, a livello globale, la principale causa di morte tra le donne
in età riproduttiva è l’Hiv/Aids. Le donne sono
infatti particolarmente vulnerabili alle infezioni da Hiv sia per
ragioni biologiche, sia per ragioni legate alle disuguaglianze in
genere, soprattutto nelle culture in cui l’accesso delle donne
all’informazione e alla prevenzione è limitato.
Incidenti e malattie
Non solo le cause naturali minano la salute e la sopravvivenza delle
donne nel mondo. Ad esempio, un fattore poco noto di mortalità
soprattutto nel Sudest asiatico è legato agli incendi, la
maggior parte dei quali derivano da incidenti durante la cottura del
cibo. Non si può tacere, inoltre, l’alto tasso di omicidi
e suicidi, spesso associati a violenze nell’ambito familiare.
I problemi di salute mentale, soprattutto la depressione, sono uno dei
maggiori motivi di disabilità per le donne a tutte le età
e sono spesso causati dal basso status sociale della donna,
dall’impatto del lavoro e dalle violenze.
Sopra i 60 anni, nei
Paesi ricchi, sono le malattie cardiovascolari la prima causa di morte
per le donne, mentre nelle realtà del Terzo mondo, e ad
età decisamente inferiori, si muore anche spesso a causa di
malattie croniche delle vie aeree, legate all’esposizione al fumo
e all’inquinamento dell’ambiente domestico.
La donna ad Haiti
Tutti gli studi sociali
evidenziano scarsa possibilità di accesso all’educazione,
alla formazione e alle risorse economiche tuttora prerogativa degli
uomini.
La donna vive una discriminazione che spesso si manifesta come violenza
organizzata. L’esiguo numero di strutture e di organizzazioni
femminili non è in grado di offrire il supporto necessario per
la loro emancipazione. Gli uomini e le donne vivono la povertà
in forma molto diversa, in termini di formazione, sicurezza e livello
di vulnerabilità, possibilità di partecipare e decidere.
Il terremoto dello scorso gennaio, come hanno dimostrato anche le
immagini e le notizie giunte dalle scene della tragedia, ha acuito
ulteriormente lo stato delle cose. Nel dramma generale, le donne e i
loro bambini sono quelli che hanno subito maggiormente i danni
provocati dalla distruzione delle abitazioni e delle poche
possibilità di procurarsi il necessario per vivere. Nonostante
ciò, proprio le donne sono in prima linea per risollevare le
sorti di quella martoriata terra.
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