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FRANCESCA LIPETI medico

 

Francesca Lipeti è nata a Piacenza il 3 maggio 1963. Si laurea in medicina e chirurgia già con l’intuito di spendere le sue doti umane e professionali per le missioni.

Nel 1994, dopo aver acquisito la specializzazione in malattie tropicali in Inghilterra, parte per il Kenya, dove Mons. Domenico Pozzi ha avviato un centro medico nella regione di Lengesim: qui vivono i Maasai, popolo di seminomadi e pastori, fieri guerrieri. Inizialmente la struttura non aveva la possibilità di ricoverare ammalati.

La gente doveva percorrere circa 60 Km per arrivare al primo dispensario e circa 90 Km per arrivare all’ospedale di Loitokitok.

Francesca comincia a lavorare a Lengesim nel 1995 in un ambiente non facile da capire e da trasformare. La prima attività è stata realizzata con un Centro Medico mobile. Le condizioni igieniche da rispettare, le condizioni della donna e la sua stessa figura di donna-medico sono difficili da comprendere per i giovani guerrieri e per gli anziani. Dopo l’esperienza di qualche anno il dispensario si è trasformato in un piccolo ospedale con la possibilità di accogliere persone in gravi condizioni.

Sorretta da una fede salda e profonda, Francesca non si lascia intimorire dalle difficoltà quotidiane ed affronta la sua missione con coraggio. Ben presto fu chiamata Naramatisho, che significa “Colei che si prende cura” proprio per la sua premurosa e amorosa attenzione verso i sofferenti.

Nella cultura maasai la donna non è vista come una persona sapiente, ma quando si è cominciato a vedere che le medicine di Francesca facevano bene, hanno preso fiducia anche gli stregonie si sono lasciati curare. Nell’area di Lengesim 8.000 Maasai, sparsi su un territorio molto vasto, vengono visitati con l’autoambulanza.

Francesca si reca nei villaggi alla prima settimana di ogni mese compiendo vaccinazioni, visite alle donne in attesa di maternità e agli ammalati, portando cibo nei momenti critici. Inoltre tiene corsi di igiene e medicina preventiva alle donne.
Diverse volte è chiamata di notte d’urgenza nei villaggi e spesso, per la gravità delle situazioni si sobbarca il rischiosissimo viaggio di circa 200 Km, dentro alla savana per portare i pazienti nell’ospedale di Nairobi.

In ospedale, che è al centro di 7 villaggi, vengono curate circa venti persone al giorno e nel lavoro Francesca è assistita da una infermiera Maasai. L’obiettivo è quello di combattere le malattie più frequenti come la malaria, la dissenteria, le febbri, ma anche di rendere questa popolazione capace di salvaguardarsi da sola attraverso il rispetto delle comuni regole igieniche.

Oggi purtroppo, ai mali endemici, si è aggiunta l’AIDS che miete molte vittime. Francesca ha lottato e ancora sta lottando per far capire come la malattia acquisita dagli uomini, quando vanno in città a vendere il bestiame, sia trasmessa poi alle proprie mogli.

Continua a tenere corsi formativi, all’inizio frequentati specialmente dalle donne. Anche gli uomini, dopo le esperienze negative che hanno condotto alla morte diverse persone, cominciano però a prendere coscienza del significato dell’AIDS e ad apprezzare gli insegnamenti.

Oltre che a guarire le malattie, Francesca è impegnata nell’evangelizzazione di un popolo che pur essendo monoteista ha tradizioni e cultura molto difficili da comprendere per un occidentale.

La sua presenza è sempre stata discreta e rispettosa; lei stessa dice “siamo sempre arrivati in punta di piedi e con molti rispetto, non abbiamo mai imposto nulla né chiesto alla gente di cambiare abitudini, rituali e cerimonie”.











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